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THE FALL OF MAN. AND WOMAN? - Indagine attorno la Donna-Serpe nel Peccato Originale tra XII e XV secolo

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Capita spesso, passeggiando in una città o in un museo europeo, di imbattersi in alcune immagini di Adamo ed Eva intenti a cogliere il frutto del peccato. Il Peccato originale è senza dubbio l’episodio più riprodotto delle storie della Genesi: Adamo,
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    UNIVERSIT  À DEGLI STUDI DI URBINO CARLO BO D IPARTIMENTO   DI S CIENZE   DELLA  C OMUNICAZIONE  , S TUDI  U MANISTICI   E  I NTERNAZIONALI : S TORIA  , C ULTURE  , L INGUE  , L ETTERATURE  , A RTI  , M EDIA Corso di Laurea Magistrale in Storia dell ’ Arte    ______________________________________________________________________    THE FALL OF MAN. AND WOMAN? INDAGINE ATTORNO ALLA DONNA-SERPENEL PECCATO ORIGINALE TRA XII E XV SECOLO  __________________________________________________    Anno Accademico 2014-2015   Relatore: Prof.ssaG RAZIA  M ARIA  F ACHECHI Tesi di Laurea di:A NNA  G UERRA     I   NDICE   INTRODUZIONE...................................................................................................................................................4CAPITOLO I...................................................................................................................................................7PECCATO ORIGINALE: ICONOGRAFIA ED ICONOLOGIA...................................................................................................................................................7 I.1 T RADIZIONI   E   VARIANTI ..............................................................................................................................................7I.2 T ESTI   ED   ESEGESI   DELLA  G ENESI ..............................................................................................................................................10 CAPITOLO II...................................................................................................................................................20IL SERPENTE ED EVA: L’INVENZIONE DELLA DONNA-SERPE...................................................................................................................................................20 II.1 F EMMINE   E   RETTILI : UN   MODELLO   ARCAICO ..............................................................................................................................................20II.2 L A   DONNA - SERPE  , UN ’ INVENZIONE   TUTTA   MEDIOEVALE ..............................................................................................................................................22   2  II.3 P ER   UN ’ INTERPRETAZIONE ..............................................................................................................................................27 CAPITOLO III...................................................................................................................................................31LE IMMAGINI: UN ITINERARIO TRA L’EUROPA DEL XIII-XV SECOLO...................................................................................................................................................31CONCLUSIONI...................................................................................................................................................47BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA...................................................................................................................................................51INDICE DELLE IMMAGINI...................................................................................................................................................60   3  I   NTRODUZIONE Capita spesso, passeggiando in una città o in un museo europeo, di imbattersi in alcune immagini di Adamo ed Eva intenti a cogliere il frutto del peccato. Il Peccato srcinale è senza dubbio l’episodio più riprodotto delle storie della Genesi: Adamo, Eva, l’albero del bene e del male, il frutto proibito e il demonio.  La tradizione letteraria vuole che il male si rivolga alla donna sotto forma di serpente, il quale sarà maledetto da Dio come l’infimo e il più odiato degli animali. Viceversa, la tradizione figurativa, per sua natura, cambia radicalmente a seconda del messaggio che i committenti avessero l’intenzione di trasmettere, dando vita a rappresentazioni variegate. L’importanza di tale riproduzione è racchiusa nel suo duplice ruolo: illustrare la condizione primaria dell’umanità insieme alla perdita della propria parte divina. La colpa di ciò sarà attribuita all’azione di Eva. Il mio interesse per la questione nasce dal precedente lavoro di tesi, dove mi sono occupata delle storie di Adamo ed Eva affrescate sulla volta della Cappella celestina nella chiesa riminese di San Nicolò al Porto (Figura 1.I) . Nel corso di questa ricerca ho compreso quanto esigui fossero gli studi specifici di questa iconografia in ambito basso medievale, periodo in cui l’episodio del Peccato Originale sembra cambiare radicalmente connotati.In un primo tempo l’iconografia segue   il testo in maniera letterale, con una composizione simmetrica, iconica. Finché due dei personaggi principali, Eva 4  ed il Serpente, subiscono un cambiamento radicale nell’economia dell’immagine. Eva diviene più languida e se ne accentuano le sinuosità femminili. Le posizioni si differenziano, perdono di specularità. Rispetto a prima, saranno assegnati ruoli differenti all’uomo ed alla donna, comportando un diverso piano compositivo. Il serpente non è più un semplice animale, mimetico rispetto la forma reale della fiera strisciante. Esso dialoga in maniera più fitta con i due umani tanto da assumerne le fattezze. Fattezze umanoidi ma femminili. Principalmente il viso, delicato e dai lineamenti morbidi, coronato da un’acconciatura curata.   Quest’ultimo è il personaggio che ha subito la mutazione più radicale e lontana dalla tradizione letteraria. Con questo studio si è cercato perciò di dimostrare che tale cambiamento possa derivare da una specifica lettura della Genesi da parte dei commentatori medievali, tra cui Agostino, Beda il Venerabile, Pietro Comestore ed Ugo da San Vittore.   Il ragionamento proposto parte dalla valutazione di Jérôme Baschêt 1 sull’immagine nell’epoca di mezzo. Egli la considera infatti immagine-oggetto intrisa in una fitta rete di relazioni, smontando il concetto ormai convenzionale di Bibbia Illitterae. Le immagini medievali nascondono, dietro la loro apparente semplicità di lettura, un universo di significati per noi pressoché illeggibili. La lontananza temporale che ci divide dagli usi e costumi del Medioevo porta ovviamente ad un’incomprensione di fondo. L’arte del periodo ne è la vittima più illustre. La  Media Aetas  ha sempre sofferto di enormi pregiudizi da parte dei suoi successori a partire dal Rinascimento. Senza contare la parentesi romantica (nella quale vi fu una rivalutazione intrisa di un immaginario lontano dalla realtà storica), il Medioevo ha sempre rappresentato l’età buia per eccellenza, fatta di B ASCHÊT  ,  Iconografia Medievale  , 2008, pp. 17-20 1   5
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