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Il Dictionnaire universel de commerce dei Savary e la fondazione dell'autonomia del discorso economico (1723-1769

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Il Dictionnaire universel de commerce dei Savary e la fondazione dell'autonomia del discorso economico (1723-1769
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  Storia del pensiero economico , ISSN 15938603 (online) ISSN 15938565 (print) n. 41, 131-163, 2001, Firenze University Press   Il  Dictionnaire universel de commerce  dei Savary e la fondazione dell’autonomia del discorso economico (1723-1769) Rosario Patalano Università degli Studi di Napoli “Federico II”  Le langage d’un peuple donne son vocabulaire et le vocabulaire est une table assez fidèle de toutes les connaissance de ce peuple: sur la seule comparaison du vocabulaire d’une nation en différents temps, on se formerait une idée de ses  progrès Denis Diderot, voce “Encyclopédie”, in  Encyclo- pédie,   ou Dictionnaire raisonne… , vol. V, Briasson, David, Le Breton, Durand, Paris, 1755. 1. Savary e l’eredità del “colbertismo”  Nel 1723 uscivano i due grossi volumi in-folio  del  Dictionnaire universel de commerce  (Savary J. – Savary P.L. 1723), opera che era stata annunciata fin dal 1713 sul “Journal des Savants” 1  e che si  presentava al pubblico francese come la più completa e rigorosa  summa  del sapere commerciale. Jacques Savary des Bruslons, l’ideatore di questa opera monumentale destinata ad avere grande influenza nella letteratura economica del XVIII  secolo, era morto sette anni prima, nel 1716, e il lavoro di redazione era passato nelle mani di suo fratello il 1  Cfr. “Journal des savants”, 1713, p. 446.  62 Rosario Patalano    canonico Louis Philémon, che alle soglie dei settant’anni raccoglieva il successo dell’iniziativa editoriale. Ma per poco, perché neppure lui sopravvisse al completamento definitivo dell’opera: il terzo volume di Supplément  , su cui aveva lavorato lungamente, uscirà solo tre anni dopo la sua morte, nel 1730 (Savary J. – Savary P.L. 1730). Queste particolari circostanze biografiche hanno fatto dire che l’opera dei Savary è «una pubblicazione due volte  postuma» (Perrot 1992, p. 99). L’impresa dei Savary ha del grandioso, tuttavia sarebbe riduttivo limitarla ai due soli fratelli, in fondo la loro opera si presenta innanzitutto come un lavoro di sintesi di documenti che provengono da diverse fonti e nello stesso tempo è una fortunata iniziativa editoriale, assecondata dagli opportuni appoggi politici. Tutti questi elementi li ritroviamo nelle complesse vicende che hanno costituito la sua genesi. I Savary sono “figli d’arte”, figli di Jacques (1622-90), mercante,  poi  fermier des douanes  e infine membro della commissione costituita da Jean-Baptiste Colbert per preparare l’ ordonnance du commerce del 1673, cioè il primo moderno codice di commercio. L’accesso ai documenti ufficiali, l’esperienza accumulata nell’attività commerciale inducono Jacques a scrivere nel 1675 un manuale di commercio, il  Parfait négociant  , destinato ad avere grande fortuna e ad essere tradotto nelle principali lingue europee. Ma non si tratta di iniziative dirette alla pura erudizione, la Francia è spinta dalla politica colbertiana a promuovere ed incrementare le attività commerciali, e tutto è subordinato a questo scopo, anche la stessa vita intellettuale 2 . Un’iniziativa come quella di Jacques Savary non poteva quindi non ricevere l’appoggio e l’incoraggiamento di Colbert, una delle principali autorità di governo dopo Luigi XIV . Il grande prestigio di cui gode ormai la famiglia Savary, permette a Jacques figlio di ottenere giovanissimo, nel 1686 a soli ventinove anni, un incarico prestigioso nella burocrazia francese, quello di ispettore della dogana di Parigi. In questa veste egli è costretto a fare i conti con il rapido sviluppo delle attività commerciali francesi: ce fut – come si racconta nella “Préface” – pour se mettre en état de se mieux ac-quitter de son emploi et pour être plus facilement au fait de tout ce qui regarde 2  La stessa Accademia delle Scienze fondata nel 1766 è «incaricata di favorire il progresso delle scienze con lo scambio delle informazioni [ed] è soprattutto invitata [...] ad interessarsi  particolarmente delle scienze utili e ad incoraggiare ogni iniziativa in settori come l’astronomia, la geografia, la chimica e la botanica» (Mandrou 1998, p. 186).  Il Dictionnaire universel de commerce 63 les manufactures, et les diverses sortes d’étoffes, et de marchandise qui se fabri-quent en France, et qui passent par la Douane de Paris, qu’il conçut la  première idée de son Dictionnaire, mais alors seulement pour son propre usage, et pour le familiariser pour aussi dire, avec une profession, où tout, jusqu’aux termes les plus communes, lui était inconnu [...] Il mit donc en ordre alphabétique les mots qui avaient rapport au commerce et aux manufactures, à mesure qu’il les apprenait, ou pour les factures, les acquits, les déclaration, les lettres de voitures, et tous les autres papiers qu’on lui présentait sans cesse; ou dans les conversations qu’il était obligé d’avoir avec le marchands et les manufacturiers (“Préface”, in   Savary J. – Savary P.L. 1723, p. XV ). Intorno a questo primo nucleo, una sorta di promemoria dei termini commerciali in uso, Jacques aggiunge poi quelques explications, ou si l’on veut quelques définitions. Excité ensuite par l’utilité qu’il en retirait presqu’à chaque moment, il se fit un espèce de  bibliothèque de tous le livres de commerce imprimés en France et dans le pays étrangers qu’il pût ramasser et qui lui fournissent de quoi augmenter considérablement son  Manuel Mercantile , comme il avait coutume de le nommer ( ibidem ). A questo aggiungerà i documenti ufficiali emanati dalle autorità fran-cesi sulle materie commerciali (editti, ordinanze, regolamenti, statuti ecc.). Verso il 1690, in questa forma, il manoscritto di Savary circola tra gli addetti ai lavori e le reazioni sono così positive da sollecitare una pubblicazione dell’opera sotto forma di dizionario: dans un temps – così si scrive ancora nella “Préface” – que le Dictionnaires sur toutes sortes de matières étaient si fort à la mode, un Dictionnaire de Commerce serait un présent qui probablement ne serait pas désagréablement reçû ( ibidem ). È soprattutto il luogotenente di polizia D’Argenson 3  a formulare tale proposta, appoggiato poi dal consigliere di commercio 3  Marc-René de Voyer de Paulmy, marquis d’Argenson, fu lieutenant de police  e avversario del Law, passato poi all’incarico di ministro delle finanze. I suoi figli sono ancora più famosi: René-Louis de Voyer de Paulmy, marquis d’Argenson (Parigi 1694-1757). Ministro degli esteri nel 1744-47, espresse nei suoi scritti ( Considérations sur le gouvernement de la France ,  postumo, 1764) una critica radicale al regime feudale propugnando riforme sociali. Fu anche autore di un progetto di federazione degli Stati italiani in funzione antiasburgica. Marc-Pierre de Voyer de Paulmy comte d’Argenson (Parigi 1696-1764). Ministro della guerra nel 1743, contribuì alle vittorie francesi nella guerra di successione austriaca. Diderot e d’Alembert gli dedicarono l’  Encyclopédie .  64 Rosario Patalano    d’Aguesseau 4 , che è interessato a regolamentare la materia del commercio estero e intende avere a sua disposizione uno strumento scientifico su cui poter basare le sue decisioni (e che permetterà la consultazione dell’archivio dei documenti reali). Il patrocinio di certi gruppi politici interessati allo sviluppo delle attività commerciali favorisce il coinvolgimento dell’editore Jacques Estienne di Parigi che mette a disposizione di Savary le opere sul commercio che via via vengono pubblicate in Europa. Intorno al 1700 il progetto editoriale è ormai definito e con Jacques collabora il fratello Louis Philémon, che si specializza nella redazione delle voci sui prodotti di lusso, sulle istituzioni commerciali e sui problemi monetari. L’obiettivo dei Savary è quello di fornire ai mercanti uno stru-mento  pour leur faciliter les moyens de faire heureusement [le] Commerce, tant au de-dans qu’au dehors du Royaume, et pour aider les Français à profiter des grands avantages qu’ils ont de ce côte-là, sur toutes les autres Nations ( ibid  .,  p. XIV ) . L’opera dei Savary si costruisce intorno ad un triplice intento: essere uno strumento per facilitare e diffondere l’arte del commercio; essere un’opera di rigore scientifico e, infine, di servire a scopi politici. Si è detto che il nucleo fondamentale del dizionario proviene dai  bisogni e dalle necessità pratiche del commercio; quest’aspetto continua ad essere un elemento fondamentale delle fonti utilizzate  per la redazione dell’opera. I Savary si servono largamente di  Mémoires  inviate dagli intendenti di commercio da tutta la Francia, di rapporti commerciali, di relazioni dei consoli francesi presenti in tutto il mondo, di corrispondenza delle compagnie commerciali francesi, e persino di documenti degli ambasciatori sul commercio inglese e olandese. L’interessamento dell’autorità politica facilita ai Savary il reperimento dei documenti ufficiali (dalle ordinanze, ai codici colbertiani, ai regolamenti e statuti delle corporazioni) che così vengono opportunamente divulgati, allo scopo di facilitare lo 4  Henry-François d’Aguesseau (Limoges 1668-Parigi 1751). Discendente di una famiglia di alti funzionari, fu avvocato generale e poi procuratore generale del Parlamento di Parigi. Dal 1717 al 1750 fu cancelliere, pur con lunghe interruzioni dovute a urti con il reggente Filippo d’Orléans. Gallicano, influenzato dai giansenisti, sostenne il Parlamento in lotta con Luigi XIV  e si oppose alla pubblicazione della bolla Unigenitus  contro il giansenismo che tuttavia registrò poi senza riserve nel 1720 in qualità di cancelliere. Lavorò all’unificazione dei codici e alla soppressione delle giurisdizioni straordinarie, redigendo molte ordinanze importanti.  Il Dictionnaire universel de commerce 65 svolgimento dell’attività commerciale. Tutto questo materiale è sintetizzato secondo uno stile chiaro, come conviene, à un ouvrage qui devrai passer par toutes sortes de mains, et dans lequel le  plus jeune apprentif et l’artisan le plus grossier devaient trouver de quoi s’instruire, en même temps que le savant ou le curieux y trouveroient, l’un de quoi s’occuper, et l’autre de quoi se divertir ( ibid  .,  p. XIX ) . L’intento divulgativo non sacrifica, infatti, il rigore scientifico della trattazione. I Savary vogliono pubblicare un  Dictionnaire ; il loro intento è puntare al grande pubblico, poco interessato alla limitata visione di un manuale mercantile, ma nello stesso tempo tener presente anche le esigenze di informazione del ceto dei mercanti. Le voci saranno quindi redatte con un certo rigore, consultando un’enorme quantità di documenti: dalle memorie scientifiche dell’Accademia delle scienze, ai trattati di medicina per l’uso e la natura delle spezie, alle memorie di viaggio e ai dizionari di geografia, alle opere di commercio (più di 100 volumi, tra i quali spicca  Le négoce de Amsterdam di J.P. Ricard). Prendendo questa strada i fratelli Savary s’incontrano con lo spirito del loro tempo: dalla fine del XVIII  secolo, soprattutto in Inghilterra e Francia, vengono redatti numerosi dizionari, che hanno  prevalentemente carattere specialistico, linguistico o erudito, ma che nello stesso tempo sono dominati da un intento di divulgazione scientifica, e talvolta, come nel caso del  Dictionnaire historique  di P. Bayle, di aperta polemica con l’autorità costituita. L’esigenza di una “sistemazione scientifica” della materia commerciale è alla base della scelta di Savary di tener distinta la loro opera dal fortunato manuale mercantile redatto dal loro padre, decidendo di non fondere quest’ultimo nelle loro voci, ma di citarlo semplicemente rinviando così il lettore all’srcinale. L’aspirazione è dunque quella di redigere una sintesi quanto più completa possibile di tutta la materia commerciale, da qui il termine universel   di cui il dizionario si fregia; materia commerciale e non economica, il termine œconomie sta ad indicare nella Francia dell’inizio del XVIII  secolo l’aristotelico “governo della casa”, con questa accezione il termine appare nel  Dictionnaire œconomique , redatto da Noel Chomel nel 1709 (Chomel 1709). Il termine di œconomie politique  seppur coniato fin dal 1615 dal francese Montchrétien (Montchrétien 1615) era quindi del tutto dimenticato in quel tempo e la scelta dei Savary cade così sul termine di commerce , parola che esprime bene la sintesi cercata tra esperienza e scienza. Anche grazie
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