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CARULLO R. (2011). Per una grammatica degli Interni. Da Blondel a Perret il percorso formativo di una disciplina.

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For a grammar of the Interior: from Perret to Blondel the history of a discipline. E’ sempre stato difficile riconoscere i caratteri di specificità dell’Architettura degli interni come disciplina. Cosa la differenzia dalla Progettazione
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  2545 Per una grammatica degli interni. Da Blondel a Perret:il percorso ormativo di una disciplina   U,Politecnico di Bari, Facoltà di rchitettura “otre intention est aire observer (…) à propos de cette Planche, nonseu-lement la compte que l’rtiste doit se rendre de la maçonnerie; mais aussi larelation qu’elle doit avoir avec la menuiserie, (…). u reste, cette dicultéest devenue un attrait de plus pour nous, parce qu’elle est l’image de presquetoutes l’entraves, qui sans cesse sont oertes à l’rchitecte, & que ce sont cesdicultés vaincues, qui dans cette partie de l’rt, sont le plus d’honneur:veritè que nous avons bien de la peine à aire comprendre à la pluparte de nosleves qui regardent les sujétions dont nous parlons, comme autant d’obsta-cles au génie (…).” 1 “a nostra intenzione è di ar osservare (…) a proposito di questa tavola, comel’rtista debba are i conti non solamente con la costruzione muraria, maanche con le relazioni che intercorrono tra questa e la menuiserie (…). Delresto questa dicoltà è un attrattiva in più per noi, perché essa è l’immaginedi quasi tutti gli ostacoli che si orono continuamente all’rchitetto, e chein questa parte dell’rte, se sono dicoltà superate, rappresentano il maggioronore: verità che noi ci sorziamo di ar comprendere alla maggior parte deinostri llievi che vedono le sottomissioni a ciò di cui parliamo come altret-tanti ostacoli al loro genio (…).” Premessa: quali confni disciplinari per gli Interni? on queste parole Jaques François Blondel nel suo Cours d’Ar-chitecture ou Traitè de la Dècoration, Distribution e Constructiondes Bâiments, contenant les leçons données en 1750 & les années stivantes  , si rivolge ai propri allievi ed inizia la descrizione deicompiti e quindi dei conni disciplinari, di quella parte dell’ar-chitettura così spesso equivocata, denominata Decorazione  . edenisce con precisione i suoi rapporti con le altre parti dell’ar-chitettura: la Distribuzione  e la Costruzione  . Un testo dunqueche a delle esigenze didattiche il punto di partenza per ordina-re le proprie ricerche in un corpus teorico tanto più acilmentetrasmissibile, quanto più precisamente individuato. l ne didenire rapporti stringenti tra ricerca e didattica, sono iniziatele ricerche che mi hanno portato allo studio di quel testo, natedall’occasione di seguire alcuni laboratori di laurea di  Architet-tura degli interni  presso la Facoltà di rchitettura del Politec-nico di Bari 2 . Di ronte ai problemi specici di recupero delpatrimonio edilizio in muratura continua presente in Puglia, e  2546. GLI INTERNI: TEORIA | CRITICA | STORIA  del patrimonio edilizio in strutture miste, muratura e cemen-to armato, degli edici dei primi del ovecento nella città diBari, si trattava di individuare alcune categorie d’intervento chenon ossero solo la risposta caso per caso a speciche situazioniesistenti, ma potessero costituirsi come un insieme di principiormativi più acilmente trasmissibili; una  grammatica degli in-terni  per l’appunto, capace di per sé di denire i propri connidisciplinari e i propri gradi di autonomia e/o relazione con la Composizione architettonica. È sempre stato dicile riconoscere i caratteri di specicitàdell’  Architettura degli interni  come disciplina. osa la die-renzia dalla Composizione architettonica ? e rappresenta solouno dei momenti di applicazione, generalmente quello che sirierisce alla scala del dettaglio ? i occupa delle strutture cherendono abitabili gli spazi attraverso elementi di minore duratae di maggior arbitrarietà come gli arredi, o ancora gli apparati decorativi  , oppure possiede, anche grazie a questi, uno statutodisciplinare riconosciuto e capace di permanere nel tempo? se lo possiede quale ne è il suo nucleo ondativo, e come questosi è sviluppato nel tempo? Per capire in cosa consista e dovesia possibile spingere la ricerca contemporanea sugli interni, inparticolare nei suoi rapporti con la didattica, è indispensabilerifettere sulla presenza o meno di un suo apparato teorico.  cavallo tra ttocento e ovecento molti e importanti con-tributi si sono succeduti sui temi legati alla denizione e allagenealogia del concetto di spazio interno e decorazione  : dallascuola di Vienna, con lois iegl, alle teorie sul principio delrivestimento, a quelle sul concetto di opera d’arte totale  , alleesperienze delle  Arts and Crats  , unanimemente riconosciute eindagate nei loro diversi aspetti dalla storiograa esistente. lcontributo che questa ricerca ancora in atto intende orire, èinvece rivolto a un settore più trascurato, in particolare nel o-vecento, quello che si rierisce all’insegnamento della Decorazio-ne Interna nelle ccademie di Belle rti in uropa.Vicenda trascurata, dal punto di vista delle tecniche della com-posizione, proprio per gli evidenti rierimenti a una orma diaccademismo ritenuta sterile in quel momento, dati i suoi le-gami con tratti stilistici considerati ormai incapaci di econdarenuove possibilità di orma. i trattava solo di  problemi di stile  , ooggi, prendendo distanza da ogni pregiudizio, è possibile trarreancora un insegnamento da quella lezione? Per una grammatica degli Interni el suo Cours d’Architecture  , Blondel vuole dunque insegnareai propri allievi “la compte que l’rtiste doit se rendre”, ovvero  2547 ciò con cui l’artista deve misurarsi: non basta approondire iproblemi riguardanti la maçonnerie  , la costruzione muraria.gli deve soprattutto comprendere le relazioni che quest’ultimadeve avere con la menuiserie  , il lavoro di alegnameria. l ricorsoalla menuiserie    è una parte necessaria dell’architettura. a sola maçonnerie  , esaurita la propria unzione statica nella ricerca diuna massima economicità del rapporto orma-struttura, nonriesce a rispondere alle esigenze di una minuta distribuzione  eorganizzazione degli spazi interni tale da renderli abitabili  nellaloro domesticità . a costruzione denitiva degli spazi interni  è demandata a un secondo sistema tettonico, questa volta dilegno per rivestimenti, involucri, pareti divisorie, elementi per lacreazione di un mondo parallelo di spazi minimi, disimpegnio in generale spazi serventi legati alla privatezza di unzioniquotidiane come vestirsi, lavarsi, dormire. Questo è secondoBlondel, il compito della Decorazione Interna , rendere abita-bili  gli spazi che la struttura muraria costruisce, garantendo aquesta una massima economia di sorzi, e a quelli un controlloormale e unzionale, che accia della scala umana e del suo rav-vicinato punto di vista, il ne a cui tendere.on solo, aggiunge che arontare questa parte dell’arte, la De-corazione Interna è sì una dicoltà, ma soprattutto una risorsapoichè riassume in sé tutti gli ostacoli dell’architettura procu-rando i maggiori onori per l’architetto:   “image de presque tou-tes l’entraves, qui sans cesse sont oertes à l’rchitecte, &   quece sont ces dicultés vaincues, qui dans cette partie de l’rt,sont le plus d’honneur”.on un dichiarato ne didattico, Blondel propone un esercizioai propri allievi, nel quale, date tre stanze esistenti, l’allievodeve denirne i rapporti distributivi (gg. 1-2). el descriverel’esercizio, la Decorazione interna costruisce la propria gramma-tica. istema tettonico murario e sistema tettonico ligneo orga-nizzano le loro possibili relazioni: ora in continuità tra loro, orain discontinuità, ora in totale autonomia. e nasce un abacodi congurazioni spaziali entro cui gli interni costruiscono lapropria sintassi (g. 3).el vuoto tra le due strutture si creano intercapedini  e spazi interstiziali  in cui si compongono gli spazi serventi dell’abita-re. a proondità dello spessore murario aumenta a dismisurae così le sue potenzialità espressive. on esiste la gura delcorridoio, ma solo soglie  proonde e inaspettate tra le stanze,dominate ormai dalla tesa gura del vuoto , un’ internità sola,indisturbata, perché gli elementi arredativi  sono nascosti tral’ interiorità delle pieghe dell’ involucro (gg. 5-6). ulla puòdisturbare la chiarezza proporzionale assoluta di questi invasi,  a questa si assoggetta ogni millimetrico dettaglio costruttivo,per incatenare  denitivamente nella costruzione dell’ involucro , ossana arullo  2548. GLI INTERNI: TEORIA | CRITICA | STORIA  Fig 2.Fig 1.Fig 3.  2549 Fig 4.Fig 5.Fig 6. ossana arullo
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